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mercoledì 28 giugno 2017
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LA STORIA


IL NUOVO CENTRO


Il Paese nuovo
La regione Sardegna nel Maggio 1971 approvò la ricostruzione dell’intero abitato di Tratalias e ne dispose la progettazione generale di massima. Fu nominata ed incaricata del compito una Commissione Regionale la quale individuò l’area in cui far sorgere il Paese Nuovo intorno alle pendici della collina denominata Monte Nigali, che si trova a nord-est rispetto al Paese Vecchio, circa 30 metri sopra il livello del mare, al riparo dunque da qualsiasi tipo di infiltrazioni dal lago di Monte Pranu.
Il tessuto urbano, unico nel suo genere tanto da colpire l’immaginario delle persone che lo visitano, fa pensare immediatamente alle città-giardino progettate nei primi anni del Novecento quando si iniziò ad applicare le nuove teorie sull’edilizia unifamiliare: abitazioni a schiera, tutte molto simili tra loro benché costruite in tempi diversi, create ad hoc per la classe media. Numerose sono le aree destinate al verde pubblico: grandi piazze ma anche piccoli appezzamenti di terra che contornano le abitazioni private a loro volta provviste di giardini. Gli edifici pubblici invece sono stati costruiti tutti in una posizione centrale e sono facilmente identificabili in quanto caratterizzati da tipologie particolari.
Benché dunque sia stata realizzata una disposizione urbanistica tale da assicurare la migliore fruibilità dei servizi pubblici e nel contempo assicurare la privacy alle famiglie con un minimo di continuità nel tempo del vecchio modello, in effetti il divario col paese vecchio è immenso. La popolazione di Tratalias col trasferimento ha subito uno sradicamento che ha comportato non solo una recisione dei legami sociali e spaziali preesistenti ma ha aperto il problema dei nuovi rapporti di organizzazione. Pertanto ad oggi, benché la memoria del paese vecchio sia rilevante, la trasformazione urbanistica di Tratalias ha apportato delle modifiche all’interno della società, modifiche che comunque col processo di industrializzazione, di modernizzazione che sta raggiungendo ogni comunità in Italia come nel mondo si sarebbero sviluppate anche nel paese vecchio.